Ancora l´eco del pallone che rimbalza sul parquet. Una faticata, ma lo si sapeva che seppur Foligno non avesse più nulla da chiedere al Campionato, battere gli uomini di Sorgentone non era roba facile. Una bella sudata per il Caffè Guglielmo, una sorta di "prova generale" in vista dei playoff che quest´anno partiranno ancor meglio rispetto ad un anno fa, visto il terzo posto conquistato, che vale il piazzamento d´onore per la seconda fase, il che sta a significare quarti ed eventuale semifinale con la bella a Loiano. Federico Vecchi, in una lunga intervista, ha provato a fare le carte ai playoff che si accinge a giocare con la sua squadra, una disamina che ha toccato tanti punti.
Coach Vecchi che Campionato è stato? «Senza ombra di dubbio molto combattuto, nel quale tutte le squadre hanno mostrato una buona dose di agonismo e soprattutto nel girone di andata è regnato l´equilibrio e non sono mancati risultati a sorpresa. Nel girone di ritorno si sono delineati gli equilibri in maniera più netta, con Fabriano e Santarcangelo che si sono fronteggiate per ottenere la promozione diretta senza passare dai playoff».
Come giudichi il cammino della tua squadra? «Utilizzando un paragone motoristico lo definirei a due velocità: con le marce ridotte nelle prime dieci giornate, e a tutto gas nella restante parte della stagione regolare. All´inizio abbiamo faticato più del previsto a migliorare la qualità del nostro gioco, e complice anche qualche finale di partita un po´ sfortunato, abbiamo avuto un ruolino di marcia con molte sconfitte e poche vittorie. Il primo segnale evidente di crescita si è visto nella partita a Castelguelfo, dove nonostante fossimo "costretti" a vincere abbiamo disputato un´ottima gara; poi dalla partita in casa con Trebbo abbiamo trovato una buona continuità di risultati. Credo che gli aspetti fondamentali per superare il momento di difficoltà siano stati due: il fatto che la Società non abbia messo pressioni alla squadra; la coesione mostrata dai giocatori e l´intensità con la quale ci siamo sempre allenati».
Quale giocatore ti ha sorpreso di più? «Per i senior spendo il nome di Marco Mini perché è all´esordio in C Dilettanti e oltre a confermare le qualità offensive dimostrate in C regionale, è migliorato in difesa. Per quanto riguarda i nostri under tutti mi hanno sorpreso in positivo, perché di fatto sono tutti al primo anno con un ruolo importante in un campionato nazionale, e nonostante i prevedibili alti e bassi tipici dei giovani stanno dando un importante contributo alla squadra».
Playoff difficili da decifrare? «Santarcangelo è la squadra che si è dimostrata più continua e non ha ottenuto la promozione diretta perché ha perso gli scontri diretti con Fabriano. Umbertide è la squadra più "rognosa" perché difende duro, ha fisicità ed in più può contare su un bomber di razza come Butini; Castel S. Pietro, secondo me, è la sorpresa del campionato e dopo un´ottima stagione regolare ha il vantaggio di poter giocare questi play-off senza pressioni. Porto S. Elpidio, Castelguelfo e Montegranaro hanno dei roster di primissimo livello, con giocatori esperti e di talento, e sono arrivati dietro le prime posizioni solo perché hanno accusato un periodo di flessione lungo la stagione regolare, tuttavia saranno avversarie molto dure in chiave play-off. Foligno è andata a corrente alternata ma a quattro giornate dal termine era praticamente già certa di un piazzamento fra le prime nove».
Sarà un playoff equilibrato come è stato il Campionato, oppure pensi che ci saranno sorprese? «A mio avviso sarà un play-off aperto ad ogni risultato, perché fra le otto partecipanti il divario è veramente minimo. Conteranno molto le condizioni fisiche delle squadre e chi avrà un po´ di fortuna in più».
Che cosa chiederai ai ragazzi prima di ogni palla a due? «Di giocare le partite al 100% delle nostre possibilità, perché non c´è niente di peggio di giocare una serie play-off e terminarla avendo dei rimpianti. Se la squadra avversaria si dimostrerà superiore e noi avremmo dato il massimo, allora accetteremo con serenità il verdetto del campo, ma sono convinto che se giochiamo con concentrazione possiamo toglierci parecchie soddisfazioni».
scritto da
Gianfranco Lelli