Il titolo dice tutto, sperando che quel genio di Spike Lee non se la prenda troppo se per presentare Adrian Chiarini s´è volutamente tirato in ballo il suo capolavoro. Nato a Lubin in Polonia, ma bolognese doc, oggi l´ex Fortitudo è il playmaker titolare del Castiglione Murri. Approdato in Effe un paio di lustri fa, scelse volutamente l´Aquila per dare una svolta alla sua carriera cestitica, iniziata da bambino nel quartiere Barca, spinto anche dall´amore per i biancoblù. «Arrivai sotto la guida di Federico Politi a undici anni - racconta Adrian - e nei quattro anni con lui abbiamo vinto uno scudetto Allievi, in quel 2000 che regalò anche il primo tricolore alla Fortitudo. A diciassette anni ho lasciato il PalaDozza per proseguire il mio cammino, giocando un anno in serie D poi salendo man mano di categoria passando da Budrio in C1, poi a Silvi Marina in B2. Tornato a Bologna ho fatto due anni col Gandino e l´anno scorso ho giocato a Ruvo di Puglia».
Qual è il tuo rapporto con la Fortitudo? «Ho la Effe nel cuore, e non solo perché ho avuto il piacere di vincere uno scudetto in quella Società e allenarmi con campioni del calibro del Mancio. Ho sempre seguito la squadra, anche quando non ero a Bologna, purtroppo non riesco ad andare al Palazzo visti i miei impegni. Dispiace, oggi, vederla in difficoltà».
Fortitudo uguale Fossa dei Leoni e con loro il Playground dei Giardini Margherita. «Ho avuto questo onore e in quel contesto ho avuto modo di conoscere ancor più i tifosi. È stata un´esperienza divertente ma che mi ha regalato anche altri aspetti, come quello che bisogna sempre dare il massimo anche quando si perde, mettendo voglia quando si fa qualcosa, ed è poi quello che faccio ogni qual volta scendo in campo».
L´estate scorsa il ritorno a Bologna, questa volta sotto il Grifone. «Giocare a Bologna è importante, poi nel Castiglione Murri è un qualcosa in più. Non pensavo che in C Dilettanti ci fossero Società così organizzate ed efficienti. Poi la squadra che Stefano Tedeschi ha allestito è di alto livello e credo che potremmo andare parecchio in là in questo Campionato. Col Presidente si può parlare di tutto, è molto disponibile con tutti noi. Non esige la vittoria ma solo che ognuno dimostri di avere dato il massimo per ottenere un risultato».
In squadra c´è anche tuo fratello. «E´ una sensazione strana e allo stesso tempo molto bella e credo che per Stefano sia uno stimolo in più per migliorare sempre. Per me, invece, c´è la responsabilità di dimostrargli cosa si deve fare in campo, sia in allenamento che in partita, diventando un esempio per lui nel basket ma anche nella vita di tutti i giorni».
Arrivi dalla B Dilettanti. Ti aspettavi un Campionato così difficile scendendo di una categoria? «Il livello è alto e lo dimostra il fatto che anche le squadre di bassa classifica possono vincere contro le prime tre o quattro. Poi c´è una forte presenza bolognese e questo regala parecchi derby e un numero elevato di tifosi alle partite. Sinceramente mi aspettavo una Stagione come quella che sto vivendo».
Sogni nel cassetto? «Vorrei arrivare ancora più in alto come giocatore, magari proprio con la maglia del Castiglione Murri».
scritto da
Gianfranco Lelli